Castelfranco Veneto (TV), Italia

Mezzo ettaro, da trent'anni

Scritto da Marco Bortolussi

Terra e Forbici

Calendario

Il prato, mese per mese: il mio anno su 400 metri quadri

Un prato a settembre con zone diradate riseminate e coperte da un velo di terriccio sabbioso
Settembre, non aprile. Terreno ancora caldo, le piogge che tornano e nessuna infestante a fare concorrenza.

Un prato è l'unica cosa in giardino che chiede qualcosa quasi ogni settimana per sette mesi all'anno. Non è difficile: è ripetitivo, e quasi tutti gli errori che si vedono nei prati italiani sono errori di calendario, non di prodotto.

Questo è l'anno che faccio io sui miei quattrocento metri quadri, in provincia di Treviso. Mese per mese, con quello che salto e perché.

Dodici mesi su un prato

MeseCosa si faCosa non si fa
GennaioNiente. Non camminarci sopra se è gelatoTagliare
FebbraioPulizia di foglie e rami, controllo dei ristagniConcimare
MarzoPrimo taglio alto, prima concimazione azotataRasare corto al primo taglio
AprileTaglio settimanale, eventuale semina di ripristinoDiserbare a caso, senza sapere cosa c'è
MaggioTaglio settimanale, seconda concimazioneBagnare tutti i giorni per poco
GiugnoTaglio, si alza la lama, si comincia a bagnare sul serioRasare corto pensando di tagliare meno spesso
LuglioBagnature lunghe e rade, di mattina prestoConcimare con azoto
AgostoCome luglio. Il prato ingiallito non è mortoSeminare
SettembreIl mese della semina. Arieggiatura, risemina, concimeRimandare a ottobre
OttobreConcimazione autunnale, ricca di potassioAzoto
NovembreUltimo taglio, raccolta foglieLasciare le foglie tutto l'inverno
DicembreNienteCamminarci sopra bagnato

Aggiornata ad agosto 2026, per il nord Italia. Al centro e al sud le finestre di semina si spostano avanti in autunno e indietro in primavera, e l'estate senza irrigazione dura di più.

Quando si semina il prato

Settembre, se puoi scegliere. Il terreno è ancora caldo dall'estate, le piogge tornano, e le infestanti annuali estive hanno chiuso il loro ciclo: il seme germina in fretta e cresce senza concorrenza. Un prato seminato a settembre affronta l'inverno già radicato e a marzo riparte come se fosse lì da anni.

Aprile è la seconda finestra e funziona, ma chiede molta più acqua e consegna un prato giovane all'estate, che è la stagione peggiore per un apparato radicale corto.

Agosto no, per quanto sia il mese in cui si guarda il prato e si decide di rifarlo.

Sopra la semina va uno strato sottile di terriccio specifico, che è la cosa che tiene umido il seme nei dieci giorni in cui decide se germinare.

Quando si concima

Tre volte, e sono tre concimi diversi.

Marzo, azoto, per far ripartire. Maggio, equilibrato, per accompagnare la stagione di crescita. Settembre e ottobre, potassio, per preparare l'inverno.

L'errore più comune è farne una sola, forte, a inizio primavera. Il prato risponde con una crescita rapida che ti costa tagli, poi resta scoperto per il resto dell'anno.

Quando si innaffia

Poche volte, tanta acqua, di mattina presto.

Bagnare tutti i giorni per dieci minuti tiene l'umidità nei primi due centimetri, e le radici restano lì, dove il sole di luglio le trova. Due o tre bagnature lunghe a settimana spingono l'acqua in profondità e le radici la seguono, ed è quello che permette a un prato di superare un'estate senza collassare.

Di sera si bagna solo se non se ne può fare a meno: il prato che passa la notte umido è il prato che prende funghi.

E un prato ingiallito ad agosto, in genere, non è morto. È dormiente. Se le radici stanno bene riparte con le prime piogge, e chi lo risemina a Ferragosto sta rifacendo un lavoro che il prato avrebbe fatto da solo a settembre.

Quando si taglia, e a che altezza

Da aprile a ottobre, una volta a settimana, con la lama fra i tre e i cinque centimetri. In piena estate si alza: l'erba più alta ombreggia il terreno e trattiene l'umidità.

La regola che vale più di qualunque numero è non togliere mai più di un terzo dell'altezza in una passata. Se il prato è arrivato a dodici centimetri, si scende a otto adesso e a cinque la settimana dopo. Un prato rasato da dodici a tre in una volta sola ingiallisce, si stressa e apre spazio a tutto quello che stavi cercando di togliere.

Una lama affilata taglia; una lama consumata strappa, e il prato strappato ha le punte sfilacciate che ingialliscono in due giorni. Si vede a un metro di distanza.

Il terriccio per prato

Serve in due momenti: sopra la semina, in strato sottile, e in primavera per livellare avvallamenti e coprire le zone rade dopo l'inverno. È un prodotto specifico, più sabbioso di un terriccio universale, perché deve drenare e non compattarsi sotto i piedi.

Non è un concime e non lo sostituisce. È il letto in cui il seme resta umido abbastanza a lungo da germinare.

Questo calendario è il mio, su quattrocento metri quadri in provincia di Treviso, e vale per il nord. Un prato è a tutti gli effetti verde ornamentale, e in Italia la ricerca pubblica su quello ha una sede precisa: la sede di Pescia del CREA Orticoltura e Florovivaismo, nata come unità di ricerca per il vivaismo e la gestione del verde ambientale e ornamentale.

Questo calendario è il mio, su quattrocento metri quadri in provincia di Treviso, e vale per il nord. Chi vuole i dati agronomici di riferimento, specie per specie di graminacea, li trova nella ricerca pubblica italiana, che fa capo a il CREA, l'ente pubblico di ricerca agricola italiano che lavora sotto il Ministero dell'agricoltura.

Domande frequenti

Settembre, e con distacco. Il terreno è ancora caldo, le piogge tornano, e le infestanti estive hanno finito la loro corsa: il seme germina in fretta e trova poca concorrenza. La seconda finestra è aprile, che funziona ma richiede molta più acqua e lascia il prato giovane davanti all'estate.

Poche volte e in abbondanza, non tutti i giorni per poco. Bagnature brevi e frequenti tengono l'acqua nei primi centimetri e le radici restano lì, dove il caldo le trova. Meglio due o tre interventi lunghi a settimana, al mattino presto.

Fra i 3 e i 5 centimetri nella stagione normale, alzando in piena estate. La regola che conta più del numero è non togliere mai più di un terzo dell'altezza in una passata: un prato rasato in una volta sola ingiallisce e lascia spazio alle infestanti.

Il muschio non è una malattia: è un sintomo. Segnala ombra, terreno compattato, drenaggio scarso o acidità. Toglierlo senza correggere una di quelle quattro cose vuol dire ritrovarlo l'anno dopo, e nessun prodotto cambia questa parte.