Castelfranco Veneto (TV), Italia

Mezzo ettaro, da trent'anni

Scritto da Marco Bortolussi

Terra e Forbici

Progetto

Progettare il giardino: si comincia dall'acqua e dai passaggi

Un giardino privato piccolo visto dall'alto, con bordura curva, vialetto di ghiaia e compostiera in fondo
I passaggi e l'acqua vengono prima delle piante. Le piante si spostano a ottobre, un vialetto sbagliato resta.

Quasi tutti i giardini rifatti male sono stati rifatti cominciando dalle piante. Le piante sono la parte che si cambia più facilmente: una perenne sbagliata si sposta a ottobre e nessuno se ne accorge. Quello che non si cambia sono i passaggi, l'acqua e i livelli, e sono esattamente le tre cose che vengono decise per ultime.

Comincia da lì e il resto si sistema da solo, anche con poco spazio e poco budget.

Da dove si comincia, se il giardino è piccolo

I passaggi. Guarda dove cammini davvero: dal cancello alla porta, dalla porta al capanno, dal rubinetto all'orto. Quelle linee ci saranno comunque, e se non le disegni tu le disegnano i piedi, lasciando strisce di prato consumato che poi provi a recintare.

L'acqua. Dove arriva un tubo, dove finisce l'acqua piovana, dove ristagna dopo un temporale. Un'aiuola messa nel punto in cui l'acqua si ferma è un'aiuola che marcisce ogni inverno, e non è un problema che si risolve con le piante giuste.

Il sole. Segnati dove batte a giugno e dove a novembre. Sono due giardini diversi, e la maggior parte degli errori di scelta delle piante nasce dall'aver guardato una sola stagione.

Solo dopo si decidono aiuole, stili e piante.

Meno cose, ripetute

La regola che fa la differenza in un giardino piccolo è controintuitiva: meno varietà, non più.

Tre materiali duri invece di sei. Poche specie ripetute in gruppo invece di una pianta per tipo. Un giardino piccolo con venti specie diverse legge come un magazzino; lo stesso spazio con sei specie ripetute in massa legge come un progetto, e costa meno.

L'altra cosa che allarga uno spazio è nascondere il confine. Se l'occhio vede subito il muro su tutti e quattro i lati, misura il giardino in un secondo. Una siepe, un rampicante o un gruppo di arbusti che interrompe la linea impedisce quella misurazione.

Le aiuole

Sono la struttura del giardino, non la decorazione. Una bordura definita fa sembrare curato anche un prato mediocre, e una bordura assente fa sembrare trascurato anche un prato perfetto.

La cosa da decidere prima è la forma del bordo, perché è quella che taglierai ogni volta per i prossimi dieci anni: una curva ampia si taglia bene con un tagliabordi, una serie di angoli acuti no. La pacciamatura sopra riduce le infestanti e l'acqua, ed è la voce che restituisce più tempo per quanto costa.

Roccioso, zen, verticale

Tre modi di occupare uno spazio piccolo, e non sono tre gusti: sono tre risposte a tre problemi diversi.

Sono anche scelte di piante prima che di stile, ed è il motivo per cui la ricerca su questo in Italia sta in un centro di floricoltura e vivaismo: il CREA Orticoltura e Florovivaismo lavora sulle specie ornamentali fra Sanremo, dove la stazione sperimentale per la floricoltura esiste dal 1925, e Pescia, che si occupa di vivaismo e di gestione del verde.

Il giardino roccioso risolve la pendenza e il terreno che drena troppo. Con piante grasse e perenni da roccia chiede pochissima acqua ed è la soluzione naturale per una scarpata su cui il tagliaerba non sale.

Il giardino zen risolve lo spazio piccolissimo e l'ombra. Pochi elementi, pietra, ghiaia, poche piante scelte: funziona in un cortile di quattro metri per quattro dove un prato non funzionerebbe mai.

L'orto e il giardino verticale risolvono l'assenza di terra. Su un muro o su una struttura si coltiva quello che a terra non entrerebbe, e in Italia è la risposta che cresce di più, insieme alle piante resistenti alla siccità.

L'acqua

L'irrigazione è la voce che negli ultimi anni è cambiata di più, e non per moda: per costo dell'acqua e per estati più lunghe.

Che l'acqua sia diventata un tema misurato e non un'impressione lo dice il fatto che esista un censimento nazionale dedicato: l'Istat conduce il Censimento delle acque per uso civile, la cui rilevazione più recente ha come periodo di riferimento il 2024.

Un impianto a goccia si fa in un fine settimana, costa poco e riduce il consumo in modo che si vede in bolletta, perché porta l'acqua alla radice invece che all'aria. Va progettato prima di piantare, non dopo, perché dopo significa scavare fra piante già a dimora.

Io il mio l'ho messo dopo una decina di estati passate a trascinare il tubo, e l'unica cosa che rimpiango è di non averlo fatto il primo anno.

Serra e vasi

La serra anticipa la stagione. Una struttura piccola, anche autocostruita, sposta la semina di sei settimane e mette al riparo le piante che al nord non passano l'inverno fuori. La mia è di legname avanzato e fogli di policarbonato, e ha cambiato quello che riesco a coltivare più di qualunque attrezzo.

I vasi sono lo strumento di chi non può modificare il terreno: terrazze, cortili, affitti. Chiedono più acqua e più concime del pieno campo, perché il volume di terra è finito e si esaurisce, e questa è la loro unica vera regola.

Farlo con poco

La spesa di un giardino non sono le piante: sono i materiali duri e il movimento di terra. Un progetto economico riduce le pavimentazioni, evita i muretti, e sceglie piante piccole invece di piante grandi già fatte.

Una pianta in vaso da tre litri costa una frazione della stessa specie in vaso da venti, e in tre stagioni si raggiungono. Chi compra grande compra tempo, e il tempo in giardino è la cosa più cara che ci sia.

L'ultima economia, la meno ovvia: ridurre il prato. È la superficie che chiede più lavoro costante per metro quadro dell'intero giardino, fra taglio settimanale per sette mesi, acqua d'estate e tre concimazioni. Ogni metro di prato che diventa aiuola pacciamata è tempo restituito ogni settimana, per sempre.

Domande frequenti

Dai passaggi e dall'acqua, non dalle piante. Dove cammini ogni giorno e dove arriva un tubo sono i due vincoli che non si spostano dopo: le aiuole e le piante si possono cambiare in una stagione, un vialetto nel posto sbagliato resta sbagliato per anni.

Riducendo il numero di elementi e nascondendo il confine. Tre materiali invece di sei, poche specie ripetute invece di una collezione, e una siepe o un rampicante che impedisca all'occhio di misurare subito il perimetro. Un giardino piccolo pieno di cose diverse sembra più piccolo di quello che è.

La voce che pesa non sono le piante: sono i materiali duri e il movimento di terra. Un progetto economico riduce pavimentazioni e bordure, usa piante piccole che crescono invece di piante grandi già fatte, e si dà tre anni. Le piante piccole costano una frazione e in tre stagioni si raggiungono.

Il prato è la superficie che chiede più lavoro costante per metro quadro di tutto il giardino: taglio settimanale per sette mesi, acqua d'estate, concime tre volte. Ridurlo a favore di aiuole ben pacciamate è la scelta che libera più tempo, e non è un compromesso estetico.